Progetti d'aiuto in corso
 
  Caratteristica della nostra associazione è quella di rispondere a richieste e sollecitazioni espresse da persone attive sul campo e fortemente legate alla realtÓ del paese. Gli incontri personali e i frequenti contatti hanno rafforzato nel tempo i rapporti fra il Chaba e i suoi referenti thailandesi; questo, unitamente alla generositÓ dei sostenitori, ha consentito all'associazione di intervenire con maggiore incisivitÓ, dando il proprio sostegno non solo ai bambini, ma anche alle strutture che accolgono minori.

  1. Un fiore per la Thailandia - Mamma e bambino: unione da proteggere
2. Il Refuge 2
3. Comunità Kase Village
4. Costruzione di una Emergency Home per la comunità di Pa Dad - Chiang Mai


  1. Un fiore per la Thailandia
- Mamma e bambino: unione da proteggere -
Progetto di sostegno alle madri sole con bambini di età inferiore ai tre anni

  L'associazione Chaba nel 2010 inizia un nuovo progetto di sostegno rivolto alle madri sole con bambini di età inferiore ai tre anni. L'obiettivo è quello di evitare che le madri giovani sole, che vivono in situazioni di grave precarietà, debbano abbandonare il proprio bambino piccolo perché impossibilitate ad assicurargli i bisogni primari fondamentali. Da allora Chaba dedica la cena annuale alla raccolta fondi per la continuazione di questo progetto.

  Luogo di destinazione del progetto:
provincia di Chiang Mai (Nord della Thailandia)

Beneficiari del progetto:
mamme nubili/sole tra i 15-35 anni di età circa che si rivolgono direttamente o sono
segnalate al centro governativo d'emergenza Ping Jai home di Chiang Mai per ottenere aiuto.



  1. Scopi e obiettivi del progetto

Il governo thailandese attualmente non riesce a garantire l'aiuto finanziario a tutte le famiglie che si trovano in gravi situazioni di indigenza e quando lo fa è con un unico modesto contributo. Quotidianamente molte sono le donne che si rivolgono agli enti governativi chiedendo quel sostegno alimentare che garantisca il minimo vitale. Di conseguenza, in particolare le giovani mamme sole, vivendo in situazioni di grave difficoltà o disagio, non sono in grado di assicurare il minimo indispensabile per la sopravvivenza dei propri figli piccoli. I primi 3 anni di vita del bambino sono i più a rischio perché, in seguito ai problemi nutrizionali e di salute sia del bambino che della madre, esiste un'alta probabilità di abbandono e di malattia. Trascorso questo periodo delicato, il bambino può essere inserito all'asilo nido governativo, che garantisce un apporto nutritivo minimo e delle cure igieniche di base e la madre grazie a questo supporto può riprendere un'attività lavorativa e migliorare sensibilmente la situazione economica e l'autonomia finanziaria, evitando così la rottura del legame madre - figlio.

L'Associazione Chaba conscia della situazione di grande disagio e bisogno di molte giovani mamme ha proposto una presa a carico e un aiuto concreto per favorire il mantenimento del legame mamma-bambino.

2. Particolarità del progetto e criteri di inclusione
  • Zona: Provincia di Chiang Mai
  • Madri: 15 - 35 anni sole (per situazioni specifiche questo criterio può essere modificato)
  • Bambini: da 0 a 3 anni
  • Numero di mamme con bambini sostenute: 42
  • Numero di bambini sostenuti: 44
  • Tipo di aiuto: alimentare, informativo, educativo sia per il bambino sia per la madre e dopo analisi della situazione logistico/abitativa sono possibili ulteriori interventi per le riparazioni e/o il ripristino dell'agibilità dell'abitazione.
  • Scelta dei candidati: le madri possono presentarsi spontaneamente a un ente governativo o essere segnalate da un ente governativo direttamente al centro d'emergenza (Vedi breve descrizione in coda). L'assistente sociale del centro valuta ogni situazione attraverso un incontro con la mamma e una visita al suo domicilio, dopodiché prepara e sottopone la scheda dossier al comitato Chaba.
  • Controllo: l'assistente sociale effettua un controllo regolare della situazione e compila il rapporto di visita. Tale rapporto è poi vagliato e discusso con la direttrice del centro Mensilmente sono consegnati alla mamma i prodotti alimentari, igienici e giochi. Inoltre vengono accreditati 2.000.- bth (ca. 66 chf) su un conto bancario per l'acquisto di alimenti freschi e beni di prima necessità.
  • Accettazione: le mamme sono informate dall'assistente sociale del Ping Jai Home sui criteri del progetto, sulle modalità di sostegno, di finanziamento e di controllo. Alle mamme è richiesta un'adesione formale ai criteri proposti.
  • Peculiarità del progetto: al termine del periodo di sostegno, in situazioni difficili dove la madre non può garantire la continiutà delle cure al proprio bambino, l'Associazione propone di proseguire l'aiuto con il modello del padrinato.

3. Durata del progetto
Tempo indeterminato.

4. Budget per il progetto
  • Sostegno finanziario a ogni mamma e bambino per 36 mesi: Fr. 3.000.-
  • Budget totale necessario per 15 bambini e mamme per 3 anni: Fr. 45'000.-

5. Modalità di raccolta fondi
I fondi necessari sono raccolti attraverso l'organizzazione di eventi e donazioni.


6. Controllo
  • Scelta mirata delle persone a carico.
  • Supervisione del progetto da parte del comitato Chaba, della direttrice e dell'assistente sociale del centro d'emergenza Ping Jai Home che verificano il mantenimento dei criteri di scelta.
  • Valutazione del raggiungimento obiettivi e gestione delle finanze da parte dei membri del comitato che regolarmente visitano i progetti in Thailandia.

7. Cronistoria ed evoluzione del progetto

  • Anno 2016 - Previsione:
    L'associazione prevede di proseguire il sostegno ad almeno 15 mamme. La struttura governativa Ping Jai Home, visto l'importante aumento della propria mole di lavoro, chiede all'Associazione Chaba di poter redigere tre rapporti annui anziché i quattro precedenti. Il comitato ha accettato la proposta. I membri del comitato auspicano un ulteriore sviluppo di questo importante progetto. L'associazione organizza la cena per raccogliere fondi.

  • Anno 2015:
    Questo anno è stato caratterizzato da alcuni cambiamenti ai vertici della struttura governativa Ping Jai Home. I nuovi responsabili hanno aderito con molto interesse e attenzione al progetto dell'Associazione Chaba, permettendo la continuazione di quanto portato avanti negli anni precedenti. Si continua il sostegno a 15 mamme. Alcune modifiche sono state apportate nella gestione delle finanze destinate alle mamme. Non viene più consegnato denaro contante. Una parte della mensilità viene consegnata sotto forma di beni di prima necessità, l'altra versata su un conto bancario intestato alla madre. Un membro di comitato ha visionato in loco il progetto ed ha avuto l'occasione di incontrare i nuovi funzionari che hanno dimostrato molto interesse a proseguire il piano di lavoro e sostenerne la realizzazione.

  • Anno 2014:
    Nel corso dell'anno il sostegno è stato garantito contemporaneamente a 20 mamme. Nell'ultimo trimestre, dopo la scadenza dell'accordo con cinque mamme, nonostante le molteplici richieste, il comitato, per questione di disponibilità finanziarie ha deciso di sostenere in contemporanea un massimo di 15 mamme. Un membro di comitato visita il progetto in loco, incontra i funzionari governativi coinvolti e numerose mamme con i loro bimbi presso il loro domicilio. Grazie alla Cena organizzata e alle donazioni pervenute Chaba raccoglie Fr. 11.000.- da devolvere al progetto.

  • Anno 2013:
    Chaba decide di ampliare il progetto e di sostenere 20 mamme con i loro bambini piccoli. Tra le mamme che hanno terminato il periodo di 3 anni di sostegno, la direttrice del Ping Jai Home segnala 2 situazioni precarie e la necessità di prolungare il sostegno finanziario. Il comitato Chaba decide di proseguire il sostegno sotto forma di padrinato. Anche nel 2013 un membro di Chaba si reca nella provincia di Chiang Mai per incontrare i funzionari del centro e valutare con loro gli obiettivi, gli scopi e l'evoluzione del progetto. Le visite sono anche l'occasione per incontrare le mamme con i loro bambini presso il loro domicilio. Da loro il progetto è giudicato molto positivo e fondamentale per riuscire a mantenere il legame con i loro figli.

  • Anno 2012:
    Il comitato Chaba decide di ampliare il progetto e coinvolgere altre 5 nuove mamme con i loro bimbi, per un totale di 15 mamme. Si tratta di giovani donne abbandonate dal partner e che hanno uno o più figli a carico. Tutte le loro storie sono estremamente dolorose e complesse, dove emerge un forte desiderio di difendere la loro maternità e di portarla avanti. Anche quest'anno un membro di comitato si è recato in Thailandia per visionare il progetto. Grazie alla cena di beneficenza organizzata dall'Associazione, ad alcuni sponsor, e a donazioni di privati sono stati raccolti 12.500.- chf destinati al progetto.

  • Anno 2011: implementazione progetto
    Per proseguire il progetto il comitato Chaba decide di collaborare con il Centro d'emergenza governativo: Ping Jai Home di Chiang Mai. La struttura nata nel 1994, per rispondere a situazioni di emergenza, aperta tutto l'anno 24 ore al giorno, da alcuni anni è guidata dalla direttrice signora Mingkwan Weerachart con la quale abbiamo il piacere di collaborare per questo e per altri importanti progetti. Facendo riferimento alle capacità e alla conoscenza sul terreno del personale di Ping Jai Home prosegue la ricerca e la selezione delle mamme che rispondono ai nuovi criteri Infatti alcuni criteri di scelta presenti nel progetto sono stati modificati per permettere di rispondere in modo più adeguato alle esigenze che si presentano sul campo. Facciamo riferimento in particolare alla fascia di età delle mamme che è stata ampliata, alla presa a carico anche di mamme che hanno più figli e all'eventuale prolungamento del periodo di presa a carico. La visita mensile a domicilio dell'assistente sociale del centro Ping Jai Home è l'occasione di intrattenersi con le mamme, di vedere e visitare il bambino, conoscere i suoi bisogni e insieme valutare come procedere. Durante la visita vengono consegnati il cibo per il bambino (latte in polvere e altri generi alimentari non deperibili) e 1'000 THB (circa 33 franchi) per acquistare cibi freschi, vestiario e/o beni di prima necessità. Ogni trimestre, sulla base dei rapporti mensili vengono redatti e presentati a Chaba le valutazioni, segnalati eventuali cambiamenti, necessità e/o bisogni importanti della coppia mamma-bambino. Chaba valuta le situazioni e decide se e con quali mezzi intervenire. 10 mamme con i loro bimbi aderiscono al progetto. Visita di un membro di comitato in Thailandia per supervisionare il progetto e incontrare le mamme con i loro bambini presso il loro domicilio.

  • Anno 2010: inizio progetto
    Concretizzazione: scelta delle modalità di intervento. Elaborate due schede: una per la raccolta dati iniziale di mamma e bambino e una per la valutazione evolutiva della situazione. Condivisione del modello di intervento e degli strumenti di controllo con il nostro responsabile dei progetti in Thailandia, signor Tong. Affiancato da funzionari governativi che lavorano nell'orfanotrofio governativo Vieng Ping di Chiang Mai valutano, scelgono e propongono la candidata al comitato Chaba. Sono state selezionate e accettate 3 mamme con i loro bimbi. Grazie ai proventi della cena di beneficenza organizzata, agli sponsor e ai privati che hanno dato il loro sostegno, è stata raccolta la somma di 11'000 CHF.

  • Anno 2009: progettazione
    Studio a tavolino del progetto, analisi della situazione e fattibilità con il sostegno di funzionari governativi attivi a diversi livelli nel welfare thailandese, tra questi la signora Mayuree Yoktree, direttrice del Dipartimento sociale della provincia di Chiang Mai. Visita in Thailandia di un membro di comitato per incontrare i funzionari governativi e partecipare allo studio del progetto.

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  Breve descrizione del centro di emergenza Ping Jai Home di Chiahg Mai

Questa struttura nata nel 1994 è un centro di emergenza e di accoglienza governativo che risponde a situazioni di emergenze ed è aperto tutto l'anno 24 ore al giorno. Da alcuni anni guida la struttura la signora Mingkwan Weerachart con la quale abbiamo il piacere di collaborare per questo e per altri importanti progetti.

Ecco qualche foto della struttura:

 





  2. Il Refuge 2
  Il Refuge 2 Ŕ un'organizzazione non governativa che ospita una quindicina di ragazze adolescenti, vittime di violenze e abusi. Esso garantisce alle giovani un tetto, una protezione e una formazione scolastica e professionale di base. L'associazione collabora fruttuosamente da diversi anni con il responsabile del centro StÚphane Tong, che si occupa anche di seguire i bambini sostenuti in padrinato attraverso il Chaba e i progetti promossi nelle diverse strutture.





  3. Comunità Kase Village
  L'associazione Chaba è stata interpellata dall'ente governativo Ping Jai Home, centro di emergenza e di accoglienza di Chiang Mai, per sostenere i progetti rivolti alla comunità Kase.

La comunità Kase si trova nella periferia della città di Chiang Mai, nel nord della Thailandia ed è formata da 65 famiglie dell'etnia Lahu (350 persone) provenienti dai villaggi di montagna delle province del nord del paese: Chiang Mai, Chiang Rai, Tak e Lampang.

Dopo essere stati costretti ad abbandonare i loro villaggi, i componenti di queste famiglie hanno iniziato una lunga odissea nella ricerca di un luogo dove insediarsi. A partire dal 2000, per le famiglie, sono stati necessari numerosi spostamenti, fino a quando hanno potuto occupare un terreno appartenente alla comunità Kase. Il capo villaggio della comunità, venuto a conoscenza della situazione, ha permesso il loro insediamento, richiedendo in cambio un affitto modesto. Inoltre, a causa del basso livello di formazione professionale delle famiglie, le opportunità di trovare lavoro era molto basso; come conseguenza, esse sono state costrette ad accettare impieghi precari e malpagati (BTH 200-300/giorno/persona) che non permettono, in ogni caso, una vita dignitosa. Come conseguenza, per far fronte a questa situazione e al basso reddito, le famiglie, sono state spinte a mandare i loro figli (nonostante la legge Thailandese lo proibisca e lo consideri un abuso) a vendere fiori sulle strade, per un guadagno di BTH 400-500/giorno/persona. Realizzando questo "lauto" guadagno si sono poste in secondo piano le pericolose conseguenze, tra cui la mancata frequenza alla scuola dei bambini.

Lo sviluppo del presente progetto, e di cui l'associazione Chaba si è occupata, ha richiesto il coinvolgimento dei diversi dipartimenti governativi: polizia, sanità e istruzione.

Scopi del progetto:
Favorire il miglioramento delle condizioni generali della comunità, attraverso l'acquisizione delle basi educative-formative dei bambini e l'utilizzo di strumenti adeguati per uno sviluppo socio-professionale.
Per garantire il raggiungimento degli obiettivi il progetto è stato suddiviso in tre tappe:

Prima tappa:
Messa in sicurezza dei bambini con le seguenti misure:
  • Interruzione immediata della loro attività lavorativa
  • Obbligo alla frequenza scolastica
  • Realizzazione di uno spazio come luogo d'incontro intergenerazionale della comunità e per svolgere attività ludiche, comprendente anche un parco giochi protetto.
La supervisione è stata affidata alla signora Weraachat e al nostro responsabile in loco signor Tong. La durata di questa prima tappa è stata di 3 settimane. Il parco giochi, il cui costo è stato di fr 1.900.00.- è stato consegnato alla comunità Kase a fine maggio 2013; esso viene utilizzato quotidianamente sia dai bambini che dall'intera comunità. Come conseguenza, il primo e importante risultato raggiunto a questo momento è stato che i bambini abbiano ripreso a frequentare regolarmente la scuola.

Seconda tappa:
Formazione professionale per gli adulti e miglioramento delle condizioni abitative con le seguenti misure:
  • Allestimento di un atelier artigianale all'interno della comunità per l'apprendimento della costruzione di mattoni di terracotta; l'attività coinvolge 20 adulti (uomini e donne) tra i 18 e i 60 anni d'età.
  • Avviamento della fase di realizzazione della costruzione di mattoni: una parte dei mattoni è stata inizialmente utilizzata per la costruzione delle abitazioni della comunità stessa. Questo processo ha permesso agli abitanti di poter costruire case più confortevoli, sicure e con meno costi di manutenzione rispetto a quelle precedenti. Il costo dello sviluppo di questa seconda tappa è stato di fr. 4.800.-
Nota importante: per favorire l'apprendimento e l'acquisizione di competenze professionali sono stati coinvolti degli artigiani locali.

Terza tappa:
Inserimento nel mondo del lavoro con le seguenti misure:
  • Passaggio da atelier a piccola impresa per migliorare la qualità e la quantità del prodotto elaborato; questo permetterà uno stipendio superiore a quello percepito attualmente
La terza tappa è in fase di attuazione. I risultati dello sviluppo aziendale dovranno essere visibili entro 6-12 mesi, con la supervisione governativa e del signor Tong.

Ecco alcune foto della prima e della seconda tappa:

 
 
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  4. Costruzione di una Emergency Home per la comunità di Pa Dad - Chiang Mai
  L'associazione Chaba, tramite la signora Mingkwan Weerachart, direttrice dell'Emergency Home di Chiang Mai ha ricevuto una richiesta di collaborazione e aiuto per la costruzione e la messa in funzione di una nuova struttura di emergenza per i membri della comunità di Pa Dad. Tale comunità si trova nella provincia di Chiang Mai. La realizzazione è immaginata con la collaborazione e il coinvolgimento dei membri della stessa comunità. Si tratta di un'esperienza pilota che potrebbe essere da esempio e da incentivo per la realizzazzione di centri simili in altre province del nord del paese. Questo progetto porterebbe quale grande vantaggio, la responsabilizzazione dei componenti la comunità nel farsi carico delle problematiche sociali degli stessi membri e permetterebbe ai nuclei familiari in crisi di essere aiutati nel proprio ambito sociale e mantenere in questo modo la famiglia unita.

Luogo:

Pa Dad, distretto di Mueang, provincia di Chiang Mai (nord della Thailandia)

Beneficiari del progetto:

persone che vivono momenti di grave difficoltà personale, relazionali e/o che sono confrontati con problemi di ordine sociale.

Contesto:

Il governo thailandese per rispondere alle problematiche relazionali e sociali che si presentano nelle varie comunità che compongono le 17 province del nord, ha istituito un centro di emergenza situato a Chiang Mai; esso però non è in grado di rispondere a tutti i bisogni e alle necessità di questa vasta area del paese. L'attuale centro Ping Jai di Chiang Mai è sollecitato su più fronti; problemi legati al traffico di essere umani (ricordiamo che questa area confina con la Birmania, il Laos e la Cambogia) emergenze familiari di ogni genere.
Come spiegava la responsabile del Centro; attualmente i loro interventi sono limitati nel tempo mentre si trovano costretti a smistare le persone coinvolte in altre strutture quali orfanotrofi, case per anziani, istituti ecc., dividendo in questo modo i nuclei familiari.

Obiettivi del progetto:
  1. Creare e disporre di un centro di accoglienza temporanea che accolga e risponda alle emergenze e ai bisogni sociali e di sicurezza dei membri della comunità.
  2. Sensibilizzare i capi villaggio e le persone responsabili ad una presa a carico delle famiglie disagiate o con delle problematiche importanti.
  3. Favorire il mantenimento dell'integrità familiare attraverso interventi mirati sul posto.
  4. Evitare la separazione dei membri di una stessa famiglia e la loro delocalizzazione in un'altra provincia del paese.
  5. Favorire la risoluzione dei problemi con l'aiuto e all'interno della comunità stessa.
  6. Diventare un progetto pilota che favorisca la realizzazione di centri di emergenza in altre comunità.

Pa Dad in cifre:

Il numero di abitanti (16.112 persone) comprende sia cittadini regolarmente registrati, sia cittadini non registrati ufficialmente. I membri della comunità vivono in zone residenziali e pubbliche.

Implementazione del progetto:
  1. Incontri con i membri della comunità.
  2. Sottoporre la proposta e lo stanziamento della spesa.
  3. Costruzione dell'edificio.
  4. Raccogliere fondi all'interno della comunità per acquistare il materiale e l'attrezzatura.
  5. Pianificare e svolgere incontri con i membri di comitato della comunità per preparare la gestione e l'organizzazione dell'edificio.

Persone che usufruiscono del progetto:
  1. Famiglie confrontate con la bancarotta.
  2. Persone che non hanno una loro abitazione o casa e vivono sul suolo pubblico.
  3. Persone che non possono stare con la loro famiglia o sono rigettate da essa; come per esempio
    gli ex condannati.
  4. Persone che hanno subito violenze nell'ambito delle mura domestiche.

Descrizione del progetto:

Si tratta di un edificio multifunzionale che sarà costruito su un appezzamento di terreno di proprietà pubblica
(vedi foto seguente).



Spazi previsti dal progetto:
  • Sala multiuso (5 x 10 m.)
  • 6 stanze (3 x 4 m.)
  • 4 stanze (5 x 4 m.) ognuna con serizi igienici privati.



Specifiche dei materiali:
  • Struttura portante del tetto: metallo
  • Copertura del tetto: tegole
  • Muri e pareti divisorie interne: mattoni
  • Pavimenti: cemento



Costi e tempi di realizzazione:

Il costo complessivo ammonta a 500'000 BTH (che corrispondono a circa 17'000 CHF).
La durata per la costruzione è stimata a tre mesi. I supervisori del progetto saranno: il capo villaggio;
la signora Mingkwan Weerachart; e i membri di comitato dell'Associazione Chaba che regolarmente visitano
i progetti in Thailandia.

Risultati del progetto:
  • Persone e gruppi familiari in stato di emergenza disporranno di uno spazio di accoglienza idoneo
    senza dover affrontare trasferte lunghe e costose.
  • Persone in stato di emergenza che potranno continuare a vivere con i membri della loro famiglia.
  • Persone vulnerabili che potranno essere così in grado di risolvere appropriatamente i loro problemi.
  • Membri della comunità che potranno sostenersi vicendevolmente
  • Membri della comunità che potranno disporre di una sala polivalente funzionante e idonea
    per l'organizzazione di attività ed eventi rivolti alla intera comunità, favorendone l'integrazione.